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“Ciò che si vede dipende da come si guarda. Poiché l'osservare non è solo un ricevere, uno svelare,
ma al tempo stesso un atto creativo.”
Søren Kierkegaard
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IL PUNTO DI VISTA

Lo stereotipo o la retorica che recita che “Le donne sono nemiche tra loro” è un tema che attraversa e affligge la società da diversi secoli ormai.

Fin dall'adolescenza, le ragazze sono spesso esposte a messaggi che le portano a credere che la competizione e la rivalità siano parte integrante delle relazioni femminili, come se facessero parte universalmente della natura femminile.

Le donne, così come gli uomini, sono esseri umani e sociali complessi.

La solidarietà e la cooperazione, così come la divisione e la contrapposizione, sono delle possibilità che possono essere rintracciate negli esseri umani e le donne non fanno eccezione.


Tuttavia, la società spesso incoraggia le donne a competere tra loro, soprattutto in ambito lavorativo e sentimentale. Questo può portare a sentimenti di rivalità e gelosia, che possono essere dannosi per le relazioni e la salute mentale.

È utile riconoscere che la rivalità tra donne è spesso il risultato di una socializzazione che enfatizza la competizione e la perfezione. Le ragazze sono spesso incoraggiate a essere "perfette" e a conformarsi agli standard di bellezza e comportamento imposti dalla società. Questo può portare a sentimenti di insicurezza e inadeguatezza, che possono manifestarsi come rivalità e competizione.


Anche gli uomini sono spinti a competere tra loro, ma generalmente questo accade per gruppi di uomini versus altri gruppi di uomini, un esempio ne sono le competizioni sportive o più specificamente il tifare per una squadra di calcio.

Per le donne invece la competizione si fonda su base personale ed è legata ad aspetti estetici e comportamentali.


Ma cosa succederebbe se le donne iniziassero a sostenersi e a incoraggiarsi a vicenda? Se invece di competere, iniziassero a collaborare e a condividere le loro esperienze e conoscenze?

La solidarietà femminile potrebbe essere un potente strumento per cambiare la società e creare un mondo più equo e giusto. Per solidarietà femminile non si intende un valore assoluto o una buona ideologia, ma un insieme di azioni concrete e attuabili che mettano le donne nella condizione di cooperare tra loro.


La solidarietà femminile può aiutare a superare gli stereotipi e le aspettative sociali che limitano le donne e le definiscono.

Inoltre, la solidarietà femminile può aiutare a creare reti di supporto e di solidarietà che aiutino le donne a superare le difficoltà e a raggiungere i loro obiettivi. Questo può essere particolarmente importante per le donne che si trovano in situazioni di svantaggio o di discriminazione.


La solidarietà femminile può essere perseguita tramite l’ascolto attivo, la condivisione delle esperienze e degli obiettivi da parte delle donne in modo da rompere gli stereotipi e le aspettative sociali che le limitano e le definiscono.

Come spesso accade il lavoro che deve essere fatto non è su enti realmente esistenti, bensì sulle narrazioni che sono a nostra disposizione a livello culturale e che facciamo nostre.


È cambiando le narrazioni, andando a scardinare il “noi contro di voi”, che qualsiasi stereotipo può essere abbattuto, non solo quello che vede donne contrapposte ad altre donne, ma soprattutto quello che vede uomini contrapposti a donne.

Se abbracciamo questa rivoluzione delle narrazioni potremmo iniziare a descriverci come esseri umani, recuperando appunto la nostra umanità che è ciò che ci contraddistingue prima ancora del genere di appartenenza, della fede religiosa, del credo calcistico e di tante altri contenitori sociali in cui ci siamo infilati e chiusi narrativamente.


Dott. Roberto Miglietta, psicoterapeuta interazionista