Come si costruisce il linguaggio di coppia? Con le parole, certo, ma anche con i piccoli gesti di ogni giorno.
Nel linguaggio quotidiano il termine “gesto” si riferisce ad un’azione intenzionale o a un movimento del corpo che esprime un significato condiviso, i cui risvolti possono essere chiamati “emozioni”.
Proviamo ad immaginare un alieno che osserva un sorriso umano o un mandare a quel paese con il dito medio.
Dal suo punto di vista osserverebbe “solo” un movimento della bocca o il sollevarsi di un dito della mano; vedrebbe, cioè, solo azioni prive di alcun significato a lui comprensibile o accessibile. Non si può, dunque, parlare di gesto senza un significato che lo accompagni, prima o dopo.
Nel contesto delle relazioni interpersonali, il gesto assume un significato condiviso, costruito a partire da un vocabolario comune ai parlanti.
Dal punto di vista psicologico, i piccoli gesti possono essere visti come una forma di comunicazione non verbale che esprime affetto, interesse e attenzione.
Un sorriso, un abbraccio, un bacio sulla guancia, possono sembrare gesti insignificanti, ma, in realtà, trasmettono un messaggio importante: “Ti amo”, “Ti apprezzo”, “Sono qui per te”.
I piccoli gesti possono valorizzare il partner e motivarlo a esprimere affetto e attenzione. Questo crea un circolo virtuoso di comunicazione e rinforzo che può alimentare la relazione.
Se ci fermiamo, però, ad uno sguardo prettamente psicologico, rischiamo di dare per scontati non solo i gesti, ma anche i significati impliciti che portano.
Spostandoci verso una visuale più ampia, quella sociologica e interattiva, possiamo considerare i piccoli gesti come una forma di costruzione della realtà sociale. Le coppie che esprimono affetto e attenzione creano un clima di fiducia che può essere esteso ad altri contesti di vita. Inoltre, oltrepassando la dimensione implicita dei significati nei gesti, possiamo porre l’attenzione su altro: non dare per scontato che esistano a priori gesti universali e iniziare intenzionalmente a costruire un vocabolario dei gesti significativi per quella specifica coppia.
Ogni coppia potrebbe cominciare a riflettere su quale sia il lessico specifico di coppia: cosa faccia piacere al partner, cosa possa essere condiviso come significativo dalla coppia, cosa si possa costruire esplicitamente a partire dalla relazione con l’altro.
Iniziamo a chiederci: “Quali sono le frasi o le azioni che sono caratteristiche per la nostra coppia e che la rendono unica e irripetibile rispetto alle altre?”.
Proviamo ad uscire fuori dai soliti schemi e stereotipi, che ad ogni partner assegnano un compito già predefinito per gli uomini e per le donne, e muoviamoci nell’ottica della scoperta, indipendentemente da un criterio cronologico per il quale “Siamo insieme da tanti anni, ormai le cose vanno così!”.
Proviamo a non dare più per scontati i gesti che “si devono fare quando si è in coppia”. In questo modo i piccoli gesti possono essere considerati come una forma di resistenza e sovversione alla cultura della velocità e dell’efficienza che caratterizza la nostra società.
In un mondo in cui il tempo è sempre più scarso, i piccoli gesti possono essere un modo per rallentare il ritmo e per apprezzare la bellezza della relazione.
In questo modo i piccoli gesti possono essere considerati “piccoli” solo in virtù del fatto che rappresentano il lessico della nostra coppia come singolarità, come nucleo piccolo rispetto alla moltitudine di coppie che esistono.
Ma, all’interno della coppia stessa, assumeranno un significato “grande”: quello, cioè, del continuare a prendersi reciprocamente cura l’uno dell’altra, a prescindere da tutto ciò che ci circonda e che ci definisce, senza chiederci il permesso per farlo.
Dott. Roberto Miglietta, psicoterapeuta interazionista