Oggi la mia attenzione si sposta per un attimo dalle disparità tra uomini e donne, di cui tanto parlo su queste pagine, per guardare un po’ più indietro. Alle generazioni che ci hanno preceduto.
Ma non voglio soffermarmi sull’eredità che abbiamo ricevuto, nel bene e nel male. Voglio parlare di quanto quei modelli, quelle convinzioni, quel modo di vedere la vita continuino ancora oggi a pesare sulla nostra.
Avete presente la frase: “Quando voi eravate piccoli, noi non eravamo così”?
Se siete genitori, probabilmente l’avete sentita almeno una volta.
Mi capita spesso di assistere a conversazioni tra genitori e figli, diventati a loro volta genitori. E le frasi che più mi colpiscono sono sempre più o meno le stesse:
“A noi non serviva continuamente uno spazio per stare senza figli…”
“Noi con i bambini facevamo tutto…”
“Noi non usavamo tv e telefonini, facevamo sempre giochi all’aperto…”
E via dicendo.
Ora, quello che mi piacerebbe far presente a questa schiera di amabili nonnini-giudici è che sì, ai vostri tempi era diverso!
Voi siete diventati genitori spesso intorno ai 25 anni. Quando avete avuto figli piccoli, i vostri genitori avevano magari 45 o 50 anni. L’età in cui molti di noi, oggi, stanno ancora crescendo i propri figli.
Siete stati padri e madri in un contesto diverso, in cui per molte famiglie era più facile immaginare una certa stabilità economica e progettare il futuro. Avevate, voi e i vostri genitori, corpi più giovani per badare ai bambini senza dover poi ricorrere a una settimana di ibuprofene.
Avete avuto reti familiari e sociali che spesso permettevano di condividere maggiormente la gestione dei figli. E quante famiglie avevano due genitori impegnati entrambi a tempo pieno fuori casa, con giornate che finiscono alle sette o alle otto di sera, e la necessità di ricorrere continuamente al supporto di una babysitter?
Ah, già. Altra frase:
“Ma poi questa cosa delle babysitter… ai nostri tempi non si usava”.
Udite, udite, cari nonni: noi siamo genitori più vecchi.
Siamo, in pratica, i nostri nonni.
Siamo esauriti, spesso provati da lavori progressivamente più esigenti e meno sicuri. Abbiamo qualche acciacco in più perché, inutile girarci intorno, a quarant’anni passati e dopo due parti la schiena non è più quella dei venticinque.
E molto spesso siamo più soli.
Quindi, per favore, la prossima volta che vedete un padre scrollare Instagram sul cellulare invece di giocare nel prato con suo figlio, o una madre piazzare il bambino davanti alla televisione per stendersi cinque minuti, lamentandosi di non avere mai tempo per sé o per la coppia, non criticate.
Non sentenziate.
Perché sì, probabilmente voi non eravate così.
Ma nemmeno il vostro mondo era così.
Ogni generazione cresce i propri figli nel tempo che le è toccato, con le possibilità, le difficoltà e gli strumenti che ha a disposizione.
E forse è proprio questo che dovremmo ricordarci quando guardiamo la generazione venuta dopo di noi: la nostra esperienza può essere un’eredità da trasmettere, ma non deve diventare la regola con cui giudicare la vita degli altri.
Se ce la fate, date una mano.
Altrimenti, semplicemente, giratevi dall’altro lato e tacete.
#PleaseShutUp