theseahorse.it

“Di tutte le cose che le donne possono fare nel mondo, parlare è ancora considerata la più sovversiva”.
M. Murgia
banner banner banner

Stasera, tre ragazze, tre amiche, mogli e madri apparentemente perfette, ma ognuna stanca a modo suo, si incontrano sul lungomare in quella che forse è la prima vera sera d’estate dopo mesi di pioggia, delusioni e giornate infinite.

Davanti a focacce e frisceu la lingua scorre fluida come la birra ghiacciata nelle caraffe di vetro. Libera, pungente, leggera.

Ogni risata è una ventata d’aria fresca che spazza via stanchezza, pensieri e forse, perché no, anche qualche ruga di troppo.

La mia schiettezza nel parlare della mia crisi matrimoniale, senza vergogna e senza paura del giudizio. La tenerezza della mia amica ancora innamorata di suo marito come ai tempi del liceo, ma tradita dalle rughe di una madre stanca e da un lavoro che non la rende felice.

La passione dell’amica sempre ottimista, che continua a coltivare il suo amore per la poesia da sola, in silenzio, la notte, mentre figli e marito dormono.

Le eterne preoccupazioni per il bimbo che non mangia, l’ansia per la prima fidanzatina del figlio adolescente, le fatiche e le rinunce per correre dietro ai saggi di danza dell’una o ai tornei di calcio dell’altro.

Ognuna di noi è unica e, allo stesso tempo, incredibilmente uguale all’altra.

Il tempo vola via troppo in fretta. Per un attimo ognuna di noi dimentica l’altra parte di sé: la casa, i figli, il lavoro, le responsabilità.

Eppure, finiamo comunque per parlare anche di quello.

E nessuna di noi dimentica di controllare il telefono almeno una volta, per assicurarsi che lì, dall’altra parte della realtà, le piccole catastrofi domestiche possano aspettare ancora qualche minuto.

Ancora un minuto per essere noi.


Lucia