theseahorse.it

“Di tutte le cose che le donne possono fare nel mondo, parlare è ancora considerata la più sovversiva”.
M. Murgia
banner banner banner

Sta arrivando l’estate. Dovrei essere felice e invece, ogni anno, mi viene l’angoscia.

L’angoscia di andare al mare e mettere il costume. Non mi riconosco più. E non è solo perché non ho più vent’anni, ma perché con la vita che faccio come potrei mantenermi in forma? Sono sempre al lavoro, mangio in fretta, mangio male. Sì, molte mie amiche che a quarant’anni hanno ancora il fisico da ragazzine. Vanno in palestra, mangiano sano. Io non riesco.

E non ho nemmeno la “scusa” di mia sorella, che ha avuto due figli. Ho la pancia. Non se ne va.

E io non mi riconosco più allo specchio.

Poi ci si mettono anche queste rughe intorno agli occhi che, con la luce dell’estate, sembrano diventare ancora più profonde. Come se il sole avesse deciso di evidenziare tutto quello che il tempo ha cambiato.

Ma forse non è nemmeno questo il punto. Il punto sono i commenti quando ci rivediamo al mare.

Perché bisogna sempre giudicare il corpo delle donne?

Onestamente, il mio compagno ha la panza ed è pure stempiato, ma non se ne preoccupa minimamente. E non perché a lui non peserebbero i giudizi degli altri. Semplicemente perché lui quei giudizi non li riceve. Questa è la verità.

E la cosa che mi stressa di più è che non sono solo gli uomini a giudicare. Anzi, forse soprattutto le donne.

Come se fosse obbligatorio avere gli addominali scolpiti. O peggio ancora, come se non averli fosse sinonimo di trascurarsi.

E non parliamo dell’ossessione per i peli.

Sì, ho i peli scuri sulle braccia e non me li tolgo.

Provo a fregarmene. Davvero.

Poi però mi accorgo degli sguardi. E torno a sentirmi sbagliata.

Se solo lo specchio potesse rimandarmi l’immagine di me di dieci anni fa…

Certo, i peli li avevo anche allora. Ma con la pancia piatta chi ci faceva caso…


Lorena