Quand’è stata l’ultima volta che vi siete guardate davvero allo specchio?
Non di passaggio mentre uscivate di casa o mentre vi struccavate di corsa prima di andare a letto. Nude, di fronte allo specchio, a guardarvi interamente senza filtri. Senza abbassare la luce. Senza distogliere lo sguardo. Guardandovi e apprezzandovi per quello che vedevate riflesso.
Se ci state ancora pensando, allora è passato troppo tempo.
Ma la vera domanda è un’altra: ci siete mai riuscite davvero? Vi siete mai guardate senza giudicarvi? Senza sentirvi sbagliate? Senza pensare: “Dove sono finita?”
Perché per una donna l’ossessione per il corpo inizia fin da bambina, anche senza rendersene conto. E si ha sempre l’impressione che invecchiare, ingrassare, cambiare… sia una colpa.
Come se il corpo di noi donne dovesse rimanere immutato nel tempo.
Sempre giovane. Sempre magro. Sempre attraente.
Come se tutto quello che viene vissuto non dovesse lasciare tracce.
E così ci attacchiamo a ogni nuova ruga sul viso. Continuiamo a fissare quella cicatrice. Ci ostiniamo a indossare quei jeans di qualche anno fa come una prova masochistica che ci ricorda quanto siamo cambiate. Che ci ricorda tutto quello che non siamo più.
Come se davvero, dopo tutto quello che abbiamo vissuto, il nostro corpo potesse restare quello di prima.
Ma poi perché dovrebbe? Perché dovremmo pretendere di attraversare il tempo senza lasciare tracce?
Come se tutto quello che abbiamo vissuto non fosse mai accaduto.
E cosa succederebbe, invece, se iniziassimo a guardare quei segni in modo diverso?
Come cambierebbe il nostro riflesso se iniziassimo a ricordarci di quella cicatrice sulla spalla lasciata da un incidente quando eravamo ancora ragazze incoscienti.
Quelle smagliature sulle cosce, sottili come striature lasciate dalle onde sulla sabbia, comparse quando da ragazzine siamo diventate donne.
La cicatrice sul ventre che racconta quella lunga notte in cui siamo diventate madri.
Le rughe intorno alle labbra per tutte le volte che abbiamo riso davvero.
Davvero cancellereste tutto questo?
Sareste davvero disposte a rinunciare a quei segni, se insieme sparissero anche i ricordi che custodiscono?
Perché forse il problema non è il corpo che cambia. È che ci hanno insegnato a vedere ogni cambiamento come una perdita. Qualcosa che ci allontana da quell’immagine perfetta che abbiamo costruito di noi stesse.
E invece ogni ruga, ogni cicatrice, ogni chilo “di troppo”, (ma troppo per chi?), ogni segno sul nostro corpo, è la prova di tutta la strada che abbiamo percorso per arrivare fino a qui.
Sono la traccia di tutto quello che abbiamo attraversato. Di quello che abbiamo vissuto.
E allora forse la vera sfida non è tornare quelle di prima. Né accettare con rassegnazione di non esserlo più.
La vera sfida è guardarci oggi in quello specchio. Guardarci davvero.
Ed essere fiere di quel riflesso che vediamo. Perché quel corpo non racconta solo il tempo che è passato.
Non racconta qualcosa che abbiamo perso.
Racconta tutto quello che siamo diventate.
#ScarTissue