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“Di tutte le cose che le donne possono fare nel mondo, parlare è ancora considerata la più sovversiva”.
M. Murgia
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È difficile accettare un corpo che cambia. Perché equivale a mettersi nei panni di un'altra donna, quella che stai diventando.

La forma fisica dei venti, trent'anni è solo un doloroso ricordo.

La trasformazione più bella per me è stata con la gravidanza: gli ormoni e la pancia che cresce mi facevano risplendere, mi sentivo bella e piena di energia, con quelle rotondità giuste che mi donavano.

Dopo la gravidanza ci ho messo un po' a riprendere la mia forma fisica asciutta, ma non è stato difficile.

Solo che potevo vedere facilmente un corpo diverso, perché il seno era svuotato dall'allattamento, il bacino era più largo, i capelli più sottili.

Poi è arrivato il cancro al seno.

Ho avuto paura della chemioterapia e di non vedere mia figlia crescere, ho preferito che mi togliessero tutto il seno.

"Tanto avrò una protesi", pensavo.

Sono viva e ho visto mia figlia crescere, questo sì, e ne sono stata felice.

Ma ho dovuto accettare nuove forme, avevo perso l'ennesima parte di me, questa volta fisica.

Desideravo un altro figlio. Dopo la chemioterapia ho dovuto aspettare, l'età avanzava...

I figli sono arrivati, tre, ma se ne sono andati subito.

Dopo l'ultima gravidanza andata male, ecco affacciarsi un nuovo ospite. Senza bussare, nemmeno troppo in punta di piedi.

Sapete cosa significa per una donna salire sul roller coaster chiamato premenopausa?

Significa perdere la bussola, la pazienza, la voglia di fare, il desiderio.

Significa non riconoscersi più allo specchio, non piacersi con nessun vestito addosso.

Significa dover ricominciare da zero e trovare soluzioni nuove per accettare e vivere nell'ennesimo cambiamento.

Ce la farò?

Penso di sì, ce l'ho sempre fatta.

Ma vorrei che tutte le donne sapessero che, pur non essendo semplice, è del tutto normale.

In fondo, la vita è cambiamento continuo.

Non ho mai cercato di convincermi che stavo bene anche con un corpo così diverso, ho cercato invece di dedicarmi del tempo per capire davvero cosa mi fa stare bene, cosa calma il mio sistema nervoso, cosa mi nutre.

Ascoltarsi e capirsi sono le cose più importanti, nessuno può farlo meglio di noi stesse.

Accettarsi significa passare attraverso tanti piccoli lutti e comunque essere pronte a ricominciare.

E significa volersi bene.


Erika