Oggi partiamo da una domanda molto semplice, che rivolgo a tutte le donne.
Ti senti completa? Hai rimpianti? Hai mai rinunciato a qualcosa solo per il fatto di essere donna?
No, non rispondere. La risposta la conosco già.
Se sei donna, la rinuncia fa parte del tuo percorso. Non del tuo carattere. Del percorso. Ci insegnano presto ad adattarci. A non esagerare. A non chiedere troppo. A scegliere “la cosa giusta”, che quasi mai coincide con quella che vogliamo davvero.
Vuoi un figlio? Allora rinuncia alla carriera.
Vuoi fare carriera? Allora rinuncia all’integrità.
Vuoi essere apprezzata? Sii accondiscendente.
Vuoi essere amata? Compiaci.
Vuoi essere attraente? Resta giovane.
Vuoi una famiglia? Sacrifica te stessa.
Sempre qualcosa in cambio. Sempre tu.
Il sacrificio viene raccontato come maturità. L’adattamento come intelligenza. La rinuncia come buon senso.
E così smettiamo di chiamarla perdita. La chiamiamo scelta.
Ma quando una scelta è sempre a senso unico, non è più una scelta.
È un prezzo.
Un prezzo invisibile, silenzioso, normalizzato.
Che paghiamo senza ricevuta e senza sconti.
E se non lo accetti? Se non rinunci? Se ti ribelli?
Ti diranno che sei difficile. Ingrata. Egoista. Sbagliata.
E allora pagare il prezzo per le nostre scelte. continuerà a sembrarci l’unica opzione possibile.
#ChooseAndPay